LEGGE DI STABILITA' 2015-11-23 15:46:00

Il passaggio parlamentare della legge di Stabilità sta riservando piacevoli sorprese ai proprietari di casa. Dopo l'esenzione per gli ex coniugi e per chi dà la casa in comodato d'uso ai figli, arrivano anche novità per quanto riguarda i benefici per l'acquisto della prima casa. Chi infatti decide di cambiare la prima abitazione potrà farlo senza perdere le agevolazioni anche se è in possesso del vecchio immobile, sempre e quando alieni quest'ultimo entro un anno. La nuova legge di stabilità che ha avuto il sí del Senato e che a giorni dovrà arrivare alla Camera prevede infatti che sarà più facile cambiare la prima casa per chi l'ha acquistata con il bonus fiscale senza perderlo a causa del trasferimento. L'acquirente potrà comprare un nuovo immobile con le agevolazioni tributarie anche se è ancora in possesso del vecchio, purché questo sia alienato entro un anno. Chi acquista un'abitazione che ha la caratteristiche di prima casa può oggi usufruire di un'aliquota agevolata del 2% per l'imposta di registro e di imposte ipotecarie fisse. Con la nuova normativa chi è già in possesso di un'abitazione acquistata con i benefici fiscali potrà acquistarne una nuova senza dover restituire i soldi allo Stato nel caso di acquisto di una seconda case purché la prima sia venduta o ceduta anche a titolo non oneroso entro un anno. Naturalmente per usufruire delle agevolazioni il compratore dovrà rispettare le altre condizioni previste. In particolare: il contribuente dovrà spostare entro 18 mesi la residenza nel comune in cui si trova l'immobile acquistato con le agevolazioni prima casa l’abitazione acquistata in precedenza con l’agevolazione sia «alienata» (dunque ceduta anche a titolo non oneroso) entro un anno dalla data dell’atto del nuovo acquisto; la mancata realizzazione di questa condizione comporta la decadenza dell’agevolazione e l’obbligo di pagare la differenza d’imposta e la sanzione del 30%.   

Imu e Tasi, tutte le regole per la scandenza 2015 del 16 giugno 2015-05-25 11:18:00

E' cominciato il conto alla rovescia per il pagamento della prima rata del 16 giugno dell'Imu e della Tasi. In mancanza di una local tax che unifichi le due imposte (che potrebbe arrivare nel 2016), varranno gran parte delle regole dello scorso anno. Ecco tutte le informazioni utili per la prima scadenza del 2015 Chi paga Imu e Tasi -  L'imposta municipale deve essere corrisposta dai proprietari di seconde case e di prime case di lusso (A/1, A/8 e A/9). Si considera abitazione principale, la casa utilizzata come dimora abiturale dal possessore e dal proprio nucleo familiare a condizione che vi risiedano anagragicamente. Oltre alla prima casa, sono esenti dal pagamento imu anche i terreni agricoli per imprenditori agricoli e coltivatori diretti e tutti i terreni che si trovano in comuni montani. La Tasi deve essere corrisposta per prima e seconda casa. Nel caso di casa in affitto l'imposta deve essere divisa tra proprietario e in una percentuale tra il 10 e il 30% dall'inquilino. Mesi di riferimento Imu e Tasi -  Le imposte devono essere corrisposte in proporzione ai mesi di possesso nell'anno solare di riferimento e alla quota posseduta. Se ad esempio si è acquisto un immobile ad aprile 2015, le tasse si devono calcolare da aprile a dicembre dell'anno di riferimento. Deve essere considerato per intero il mese in cui il possesso si è protratto per almeno quindici giorni Base imponibille Imu e Tasi 2015 - Per quanto riguarda la base imponibile, in entrambi i casi si parte dalla rendita catastale, rivalutata dell 5% e moltiplicata per il coefficiente (che varia a seconda della tipologia immobiliare). Ci sono dei casi particolari in cui sono previste agevolazioni, ad esempio la base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati di interesse storico o artistico Calcolo Imu e Tasi - Per il calcolo dell'acconto, in caso di mancata delibera entro il 16 giugno, si applicano le aliquote relative allo scorso anno. Si deve tener conto delle opportune variazioni (rendita catastale, acquisto di un nuovo immobile). Le due rate di acconto e saldo devono essere di pari importo. Aliquote Imu e Tasi - L'aliquota di base per l'Imu è il 7,6 per mille e il Comune ha facoltà di ridurla fino al 4,6 per mille o aumentarla al 10,6 per mille. Per quanto riguarda la Tasi, l'aliquota di base è dell'1 per mille, con un massimo del 2,5 per mille. Anche per quest'anno è garantita la facoltà dei Comuni di aumentare l'aliquota dello 0,8 per mille arrivando ad un massimo di 3,3 per mille e 11,4 per mille. Metodo di pagamento Imu e Tasi - Imu e Tasi potranno essere versate con bollettino postale o con il modello F24. In quest'ultimo caso, sarà necessario inserire il codice tributo nella sezione "Imu e altri tributi locali"

Le imposte da pagare sull'acquisto della prima e della seconda casa 2015-03-11 16:47:00

abitazione principale acquisto prima casa da privato - imposta di registro 2 per cento imposta ipotecaria fissa 50 euro  imposta catastale fissa 50 euro acquisto prima casa da un'impresa costruttrice (o di ristrutturazione) non esente da iva iva 4 per cento imposta di registro fissa 200 euro  imposta ipotecaria fissa 200 euro imposta catastale fissa 200 euro acquisto prima casa da impresa esente da iva imposta di registro 2 per cento  imposta ipotecaria fissa 50 euro  imposta catastale fissa 50 euro seconda casa (quando non ci sono i requisiti da parte acquirente per usufruire delle agevolazioni prima casa) acquisto seconda casa da privato imposte di registro 9% imposte catastale 50 euro imposte ipotecaria 50 euro acquisto seconda casa da impresa esente da iva imposta di registro 9% imposta ipotecaria 50 euro imposta catastale 50 euro acquisto seconda casa da impresa soggetta a iva iva al 10% o al 22% nel caso di immobili di lusso imposta di registro 200 euro imposta catastale 200 euro imposta ipotecaria 200 euro se il venditore è un’impresa, la cessione è sempre esente da iva, a eccezione di questi casi: vendite effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristi no dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento, oppure anche dopo i 5 anni se il venditore sceglie di sottoporre la cessione a iva (la scelta va espressa nell’atto di vendita) vendite di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre la cessione a iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita)

Il franco svizzero si è sganciato dall'euro..quali saranno gli effetti sul mattone? 2015-01-20 13:15:00

la decisione della banca nazionale svizzera di sganciare il franco svizzero dall'euro ha avuto i suoi effetti anche sul mattone, a partire proprio da quello del paese elvetico. se dal 2000 ad oggi i prezzi del residenziale nelle grandi città, come ginevra e zurigo, senza escludere centri più piccole come lugano, sono saliti del 70%, oggi a chi vive in un paese dell'eurozona comprare una casa qui costa più o meno il 17% in più c'è un altro effetto che deriva dall'apprezzamento del franco svizzero, ovvero l'incremento del potere di acquisto dei cittadini svizzeri o di chi lavora in svizzera. questo vuol dire che il mercato immobiliare londinese, noto per i suoi eccessi, potrebbe diventare meta ambita per chi paga in franchi. come sottolineato da casa24 del sole 24 ore, un appartamento da un milione di sterline costa oggi circa 1,3 milioni di franchi, mentre un anno fa costava circa 1,6 milioni di franchi ma non finisce qui. con l'indebolimento dell'euro, infatti, potrebbe cambiare anche il trend di acquisti da parte degli italiani negli stati uniti. certo, molto dipenderà dai clienti. questo vuol dire che i più danarosi non si faranno intimorire da un euro debole, ma di certo per un appartamento a new york sarà necessario sborsare una cifra maggiore c'è poi un riflesso sugli oligarchi russi. la svalutazione del rublo e l'apprezzamento del franco, infatti, rendono meno conveniente il mattone svizzero per questo target di riferimento. tra i russi - ma anche tra i cinesi e i mediorientali - il mutuo in franchi è stato largamente utilizzato da chi ha deciso di comprare casa in svizzera. questo vuol dire che, in seguito ai recenti eventi, chi ha deciso di sfruttare questo tipo di prestiti adesso si trova a dover pagare rate più elevate. bisogna tuttavia sottolineare che parliamo di oligarchi, quindi di persone che probabilmente non si sono fatte spaventare dalla rivalutazione del franco svizzero

A chi conviene il contratto rent to buy 2015-01-09 16:50:00

il decreto sblocca italia ha regolamentato il cosiddetto "rent to buy", ovvero quel particolare contratto che permette di disporre immediatamente di una nuova casa con la possibilità di acquisto della stessa dopo un periodo di tempo e al prezzo preventivamente concordato dalle parti. un passo importante, in particolare in questo momento di crisi, con il quale si punta a facilitare l'acquisto di immobili. ma a chi conviene questo tipo di contratto? - compratore: il "rent to buy" conviene a chi necessita, in tempi brevi, della disponibilità di un immobile e non ha i fondi sufficienti per acquistarne uno e/o non ha le garanzie per ottenere un mutuo e non vuole rivolgersi al mercato delle locazioni. con il "rent to buy" il futuro acquirente può ottenere l'immediato conseguimento dell'immobile diluendo nel tempo l'impegno finanziario. è, infatti, possibile imputare al prezzo di vendita tutto o parte dei canoni corrisposti durante il periodo di godimento dell'immobile precedente alla vendita - venditore: il "rent to buy" conviene a chi non ha così tanta fretta e/o mancanza di liquidità e/o difficoltà a ottenere un mutuo. ma anche a quel venditore che vuole procedere all'acquisto di una nuova casa e alla vendita di quella di proprietà con maggiore calma e tranquillità. con il "rent to buy" il venditore può collocare velocemente il bene mettendolo a reddito - i vantaggi del "rent to buy": questa formula - disciplinata dall'art. 23 del dl n. 133/2014 - consente di bloccare il nuovo immobile cominciando a versare un canone periodico, evitando così di diventare allo stesso tempo proprietario di due diverse case, con conseguente imposizione fiscale, di avere più tempo per realizzare la vendita di quella vecchia a un prezzo più congeniale alle proprie aspettative e, conseguentemente, di evitare nell'immediato gli oneri finanziari derivati dall'accensione di un mutuo, diminuendo al contempo quello che sarà l'importo da richiedere in prestito per acquistare quella nuova il legislatore ha previsto un contenuto contrattuale flessibile, lasciando alle parti la possibilità di stabilire autonomamente gli aspetti maggiormente caratterizzanti del rapporto negoziale: dall'ammontare del prezzo di acquisto alla durata del periodo di godimento del bene anteriore alla vendita, dall'importo e dalla periodicità dei canoni da anticipare al proprietario alla misura in cui gli stessi potranno poi essere scontati sul corrispettivo finale nell'interesse del proprietario è stato previsto che l'accordo si risolva ove il futuro acquirente non paghi, anche non consecutivamente, un numero minimo di canoni, che può essere consensualmente stabilito dalle parti, ma che non può essere inferiore a un ventesimo del loro numero complessivo in caso di risoluzione del contratto per inadempimento il proprietario dovrà quindi restituire la parte dei canoni imputata al prezzo di vendita, maggiorata degli interessi legali. in caso contrario, invece, il futuro acquirente dovrà restituire l'immobile e perderà il diritto di riscatto dei canoni, i quali saranno incassati dalla controparte a titolo di indennità, salvo diversa previsione contrattuale FONTE : Idealista http://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2015/01/05/113343-contratto-rent-to-buy-ecco-a-chi-conviene?xtor=EPR-139-%5bbolletino_20150109%5d-20150109-%5bnoticias__2_titular%5d-%5b%5d-%5b%5d

TASI PROPRIETARIO TASI INQUILINO 2014-12-10 15:24:00

al 16 dicembre verranno chiamati a pagare la tasi non solo i proprietari, ma anche i soggetti che occupano a diverso titolo l'immobile, inquilini in primis. ecco tutto ciò che devi sapere per calcolare l'imposta nel caso di una casa in locazione il comma 681 della legge di stabilità afferma che il titolare del diritto reale (possessore) ed occupante (inquilino) sono ambedue titolari di una autonoma obbligazione tributaria. nello specifico prevede che l'occupante versi "la tasi nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell'ammontare complessivo della tasi.(..) la restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare" a) il comune stabilisce l'aliquota a carico del proprietario che comunque non può essere uguale a zero b) non esiste il principio di solidarietà tra inquilino e proprietario e quindi nessuno dei due può essere considerato responsabile della parte non versata dall'altro, né farsi carico di essa c) inquilino residente nell'immobile in affitto deve pagare la tasi dovuta con l'aliquota seconda casa relativa al proprietario d) se il proprietario dispone di una pertinenza dell'immobile affittato all'inquilino quest'ultimo deve pagare la tasi solo in riferimento all'appartamento nel quale abita. nel caso, ad esempio, di un box a disposizione del proprietario la sua rendita non va considerata ai fini della base imponibile e) la tasi è dovuta solo per i contratti che hanno una durata superiore a sei mesi nel corso dell'anno f) in caso di nuda proprietà di un immobile in affitto, la tasi è a carico dell'usufruttuario in quanto titolare di un diritto reale sull'immobile. il nudo proprietario non deve pagare nulla, mentre l'inquilino verserà la sua quota g) in caso di locazione di singole stanze ciascun inquilino è responsabile di una propria obbligazione tributaria. la somma totale deve essere divisa tra tutti. se l'importo dovuto da ciascun inquilino è inferiore ai 12 euro nessuno è tenuto al pagamento h) se nella casa in affitto vive anche il proprietario, l'inquilino paga la parte dovuta secondo le aliquote e le detrazioni previste per l'abitazione principale i) la tasi non si paga sugli immobili di proprietà del demanio, quindi anche l'inquilino non paga

Cedolare secca sugli affitti, calcolo importo e scadenza versamento 2014-11-18 09:37:00

il primo dicembre scade il termine ultimo per effettuare il versamento dell'acconto della cedolare secca, ovvero quella tassazione applicata sugli affitti degli immobili ad uso abitativo che può essere liberamente scelta dal contribuente. vediamo come calcolare l'importo e come pagare la cedolare secca sugli affitti viene pagata in sede di compilazione del modello unico. è possibile scegliere di versarla in un'unica soluzione o in due rate. ci sono due metodi per calcolare l'ammontare dell'importo dell'acconto da versare. andiamo a scoprirli metodo storico - per il 2014 l'aliquota dell'acconto della cedolare secca è pari al 95% e si calcola sull'imposta dovuta per l'anno precedente, quindi con il metodo storico. l'acconto è obbligatorio se è stato indicato un importo pari o superiore a 52 euro. chi ha pagato la prima rata di acconto pari al 38% entro il 16 giugno, adesso deve pagare il restante 57% in questo caso per calcolare quanto versare, si può determinare l'acconto complessivo del 95%, calcolato sulla cedolare dovuta per il 2013, e poi sottrarre quanto anticipato con la prima rata. il codice tributo per il pagamento del secondo o unico acconto della cedolare nel modello f24 è 1841 anno 2014 ma vediamo cosa fare nei casi in cui un appartamento è stato affittato per la prima volta nel 2014 sfruttando l'opzione cedolare secca. in questo caso non è dovuto l'acconto. ma se nel 2013 era in essere un contratto di affitto con il precedente inquilino e si era optato per la cedolare, l'accondo del 95% deve essere calcolato sul dato storico della tassa piatta applicata nel 2013 sul precedente contratto l'acconto non deve essere pagato neppure nei casi di contratti di locazione abitativi già in essere nel 2013, per i quali l'anno scorso era però applicata l'irpef ordinaria e solo nel corso del 2014 si è esercitata l'opzione della cedolare metodo previsionale - oltre al metodo storico, c'è il metodo previsionale, qualora la cedolare per l'anno in corso sia inferiore a quella dell'anno precedente. in questo caso l'acconto versato deve essere almeno pari al 95% dell'imposta dovuta per l'anno corrente. il metodo previsionale si rivolge soprattutto a chi nel 2013 aveva un appartamento in affitto con cedolare secca, il cui contratto è cessato nel 2014 e l'appartamento è ora sfitto in questo caso, per non versare un'imposta maggiore rispetto al dovuto, è possibile calcolare il 95% della cedolare effettivamente dovuta per i mesi di affitto del 2014, quindi sottrarre quanto pagato come prima rata a giugno e versare la differenza ma il metodo previsionale può interessare anche chi affitta con contratti a canone concordato, per i quali l'aliquota della cedolare è stata ridotta dal 15% al 10% a partire dal 2014. per questi immobili il contribuente può ricalcolare l'acconto della cedolare con il metodo previsionale, considerando quindi l'aliquota del 10% invece del 15% applicata per il 2013 ravvedimento - chi non ha versato la prima rata, ma era tenuto a farlo avendo una cedolare pari o superiore a 272 euro (quindi un acconto totale almeno di 257,52 euro), può avvalersi del ravvedimento operoso versando ora quanto dovuto come prina rata (codice tributo 1840), aggiungendo gli interessi dell'1% annuo e la sanzione ridotta del 3,75%

Quali sono e come si calcolo le imposta sulle donazioni immobiliari 2014-11-03 14:11:00

scritto da: team 03 novembre 2014, 10:40 anche gli atti di donazione e di trasferimento a titolo gratuito degli immobili sono soggetti a imposizione fiscale. ecco quali sono e come si calcolano aliquote imposta donazione per calcolare l'imposta sulle donazioni si applicano le stesse aliquote previste per le successioni che variano a seconda del rapporto di parentela intercorrente tra il donante e il beneficiario - 4% per i coniugi e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro -6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro - 6% da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia) per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado -8% da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia) per le altre persone se il beneficiario è una persona portatrice di handicap grave, riconosciuto come tale ai sensi della legge n 104/1992, l'imposta si applica sulla parte del valore della quota che supera 1.500.000 euro gli importi essenti dall'imposta (la franchigia) sono aggiornati ogni quattro anni, in base all'indice del costo della vita imposta di registro ipotecaria e catastale donazione sulle donazioni di un bene immobile o di un diritto reale immobiliare sono dovute, inoltre - l'imposta ipotecaria, nella misura del 2% del valore dell'immobile - l'imposta catastale, nella misura dell'1% del valore dell'immobile agevolazioni prima casa donazione per le donazioni di "prima casa" si applicano le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna. l'agevolazione prima casa a titolo di donazione non preclude la possibilità di chiedere nuovamente il regime di esenzione in caso di successivo, eventuale acquisto a titolo oneroso di altro immobile (soggetto ad imposta di registro). l'agevolazione prima casa fruita per l'acquisto di immobili per donazione preclude ulteriore acquisti agevolati a titolo gratuito, salvo che tali acquisti abbiano per oggetto quote dello stesso immobile http://www.idealista.it/news/finanza-personale/fisco/2014/11/03/112259-quale-sono-e-come-si-calcolo-le-imposta-sulle-donazioni-immobiliari?xtor=EPR-140-%5bche_succede_20141103%5d-20141103-%5bnotinmo_2_titular%5d-%5b%5d-%5b%5d  

modifiche sblocca italia: rivoluzionarie novità per la casa, dall'iva al 4% per le ristrutturazioni al bonus acquisto senza affitto 2014-10-21 12:19:00

Le modifiche apportate al ddl sblocca italia in commissione ambiente sono una vera e propria "bomba" per il mattone. nel suo iter parlamentare a montecitorio, è stato approvato un emendamento che introduce un nuovo incentivo per i lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico che vedranno abbassarsi l'iva al 4%, con un parallelo innalzamento al 10% dell'iva prima casa sulle nuove costruzioni. importanti novità anche per le detrazioni acquisto per gli immobili da destinare all'affitto a canone concordato. ma il governo potrebbe essere già pronto ad intervenire ristrutturazione e riqualificazione energetica- dopo aver confermato il bonus ristrutturazioni ed energia anche per tutto il 2015, si torna a puntare sulle riqualificazioni. chi ristruttura il proprio immobile o effettua interventi per migliorarne le prestazioni energetiche vedrà scendere l'iva dal dieci al quattro per cento iva al 10% sulle nuove costruzioni- la misura precedente sarà compensata da un contemporaneo aumento dell'iva per le nuove costruzioni prima casa vendute direttamente dalle imprese che passa dal 4 al 10% ma su questo punto il governo potrebbe intervenire per bloccare l'ipotesi, in quanto quella sul valore aggiunto è un'mposta comunitaria sulla quale non si può agire senza il preventivo assenso di bruxelles agevolazione fiscale acquisto- il testo orginale prevedeva una detrazione fiscale del 20% per chi acquista una casa per riaffittarla per otto anni a canone calmierato. ma un emendamento dei cinque stelle, approvato dalla commissione ambiente, prevede che chiunque acquisti una casa di nuova costruzione o ristrutturata avrebbe diritto ad un incentivo fiscale del 20% per cento per un importo massimo di 300mila euro spalmato in otto anni. inoltre potrebbe dedurre dal reddito anche tutti gli interessi sui mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione, che sia prima o seconda casa la misura che si è traformata in un una manovra di stimolo al mercato immobiliare, potrebbe però non passare l'esame della commissione bilancio, che dovrà verificare che il provvedimento non apra buchi nei conti dello stato. anche in questo caso il governo, attraverso il ministero del tesoro, sembrerebbe già pronto a dare il suo parere negativo semplificazioni urbanistiche ed edilizie: viene elimato il permesso di costruire in deroga per gli interventi di ristrutturazione urbanistica. inoltre viene previsto l'esame e il voto da parte del consiglio comunale e l'obbligo di pubblicazione per il permesso di costruire convenzionato

nuovo libretto di impianto: il vademecum per le famiglie 2014-10-17 12:01:00

~~dal 15 ottobre è entrato in vigore il nuovo libretto d'impianto per la casa, che prevede due importanti novità. la prima è che verranno considerati tutti gli impianti presenti nell'abitazione, non solo caldaie e sistemi di riscaldamento, ma anche sistemi di climatizzazione o impianti solari; la seconda è che questa nuova disposizione prevede una diagnosi completa per verificare sicurezza, salubrità e igiene. domotecnica ha elaborato un utile vademecum per chiarire qualsiasi dubbio come si ottiene un libretto d’impianto? innanzitutto va precisato che con il 15 ottobre non deve scattare la ‘corsa al libretto’ per mettersi in regola. la normativa prevede, infatti, che a partire da questa data, e secondo le scadenze di manutenzione degli impianti già regolamentate dalle singole regioni, ogni cittadino si doti del libretto d’impianto, che affianca quello vecchio che non deve essere buttato. in ogni abitazione ci saranno perciò due tipologie di libretti: uno per il rapporto sull’efficienza in cui registrare le prestazioni degli impianti e uno per l’uso e la manutenzione per la sicurezza che indica gli interventi di controllo ed eventuale manutenzione per garantirne la sicurezza e la salubrità. “ogni cittadino dovrebbe provvedere in maniera indipendente a cercare e compilare il proprio libretto d’impianto, ma questo è un’utopia – precisa epis – per ovviare al problema sarà sufficiente durante il prossimo controllo dell’impianto di riscaldamento richiederlo al manutentore che verrà a casa” chi deve chiamare il manutentore? chi è il responsabile dell’impianto? il responsabile d’impianto (di riscaldamento e climatizzazione) è l’occupante dell’abitazione a qualunque titolo, quindi il proprietario nel caso di abitazione privata e l’inquilino in caso di affitto. fa eccezione l’affittuario in un condominio con riscaldamento centralizzato, dove la responsabilità è dell’amministratore. se è però presente nell’appartamento un impianto di climatizzazione estiva, la responsabilità è dell’affittuario che deve farne verificare la sicurezza come scegliere il manutentore? per effettuare i nuovi controlli di sicurezza, è necessario rivolgersi a manutentori o installatori in possesso dei necessari requisiti di legge (lettere c, d ed e del decreto 37/08, ex 46/90) ovvero che siano abilitati per operare su impianti di riscaldamento e di climatizzazione, su impianti idrosanitari, e che possano realizzare, manutenere e controllare cisterne e condutture di gas allo stato liquido o aeriforme all’interno degli edifici. “per tutelarsi i cittadini possono richiedere al manutentore di esibire il modulo della camera di commercio che certifica i suoi requisiti e la sua professionalità”, spiegaepis una volta chiamato l’installatore o il manutentore, cosa aspettarsi? cosa verrà verificato e quanto costa l’uscita del tecnico? il tecnico effettuerà un controllo e un’eventuale manutenzione, monitorando le funzionalità dell’impianto, verificandone il rendimento e la salubrità, controllando non solo caldaie e generatori di caldo o freddo, ma ogni componente dell’impianto. se un intervento di controllo su un impianto domestico variava in media tra i 100 e i 120 euro,con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione, prevista dal nuovo libretto, una famiglia con una caldaia collegata a 4/5 caloriferi ed un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split verrà a spendere mediamente 200 euro. “un costo superiore che vale però la garanzia di sicurezza degli impianti” prosegue epis a chi spetta il pagamento del controllo e della manutenzione? dato che il responsabile è l’occupante, sia che esso sia proprietario o inquilino, deve farsi carico delle spese del controllo e della manutenzione, come è avvenuto fino a oggi. “chi è in affitto – precisa epis – dovrà farsi carico delle sole spese ordinarie. le spese straordinarie, come la sostituzione di tecnologie o interventi significativi sull’impianto che verranno indicati dal manutentore, sono a carico del proprietario dell’appartamento”.   cosa succede a chi non effettua questi interventi? per i cittadini è prevista una sanzione che parte dai 500 euro e arriva sino ai 3mila euro. anche per l’installatore che comunica in maniera errata o incompleta l’esito del controllo è prevista una multa che va dai mille ai 6mila euro   ogni quanto verranno effettuati questi controlli? la manutenzione per l’efficienza, e quindi la sua periodicità, rimarrà a discrezione delle singole regioni e potrebbe variare dai due ai quattro anni (salvo indicazioni diverse). mentre per tutto ciò che riguarda la manutenzione e la verifica della sicurezza e salubrità fa fede quando indicato dal manutentore. “spetterà al tecnico indicare la frequenza di questi controlli, anche se – salvo eccezioni – si tratterà di una revisione annuale” prevede lorenzo epis. a chi verrà comunicato l’esito della diagnosi effettuata e come avverranno le verifiche? il rapporto di controllo verrà inviato dal manutentore agli enti preposti. le verifiche non verranno più effettuate a campione, ma si partirà da coloro che non hanno effettuato gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al catasto preposto. a seguire verranno effettuati controlli sugli impianti ‘segnalati’. sono in affitto, il manutentore segnala la necessità di opere straordinarie di cui deve farsi carico il proprietario di casa: se non vengono effettuate e sono oggetto di controllo cosa succede? l’occupante dovrà inviare al proprietario copia del libretto d’impianto, in cui sono richieste dal tecnico le opere di manutenzione straordinaria, chiedendo che vengano effettuate. in caso di controllo, il libretto di controllo è un vero e proprio documento di garanzia in cui vengono registrati non solo i dati dell’occupante, ma anche quelli del proprietario: gli enti preposti saranno dunque a conoscenze delle responsabilità ascrivibili a ciascuno soggetto il libretto d’impianto può far emergere le situazioni più critiche, come impianti non a norma e pericolosi anche per i vicini? “la scarsa manutenzione degli impianti è infatti spesso al centro di episodi di cronaca nera ma il libretto d’impianto è uno strumento che può contribuire a denunciare situazioni abitative critiche – conclude epis – questo perché da un lato i controlli si concentreranno su chi non ha fatto l’intervento, dall’altro perché il manutentore è tenuto a riportate agli enti preposti anomalie degli impianti, da risolvere entro un determinato lasso di tempo.”

ristrutturazione edilizia, proroga detrazioni fino al 2017 2014-10-09 14:39:00

~~buone notizie sul fronte della ristrutturazione edilizia e della riqualificazione energetica. intervenendo al verona efficiency summit, il vice ministro dell'economia, enrico morando, ha detto che le detrazioni "saranno disponibili anche il prossimo anno, con gli stessi livelli". confermato, quindi, per il 2015 l'ecobonus, che sarà a calare per i due anni successivi morando ha poi aggiunto: "dubito che sia utile renderle permanenti perché in tempi di crisi sono uno strumento per aiutare il settore edilizio e delle energie rinnovabili: dare l'idea che si possono rimandare ad anni successivi è controproducente" a tal proposito, ha quindi spiegato: "ho risposto di no all'idea di confermare per sempre gli incentivi, altrimenti il rischio sarebbe di perdere il carattere anticiclico della misura sotto il profilo economico e secondo me si vanificherebbe anche la spinta ad agire subito per ottenere risultati in chiave di risparmio energetico sulle famiglie e sulle imprese" e ancora: "in questo modo in un arco di tempo di circa tre anni gli incentivi diventano una leva a realizzare le misure di investimento previste, ma poi bisogna dire che finiranno. questa legislatura ha un orizzonte di circa tre anni e quindi penso che sia ragionevole dire che gli incentivi verranno tolti: ora sono confermati, negli anni successivi li ridurremo e alla fine tutti devono essere consapevoli che se vogliono fare le cose tra cinque anni potranno trovarsi senza incentivi" una notizia non di poco conto, tanto più se si considera il fatto che migliorare l'efficienza energetica delle apparecchiature elettriche, delle case e dei sistemi di produzione è uno degli obiettivi della direttiva europea 20-20-20 sottoscritta anche dall'italia

il regolamento edilizio unico è uscito dallo "sblocca italia", ecco cosa se ne va e cosa rimane 2014-09-03 13:15:00

~~era un'importante e innovativa norma di sburocratizzazione, ma per lei sembra non esserci più spazio nel decreto "sblocca italia". il regolamento edilizio unico, infatti, esce dal testo definitivo ma ad andarsene c'è anche un'altra norma, quella relativa alla limitazione a un termine temporale di sei mesi o un anno del potere di autotutela della pubblica amministrazione nel caso di progetti presentati con dia (denuncia di inizio attività) o scia (segnalazione certificata di inizio attività) la norma sul regolamento edilizio unico, uguale per tutti gli 8mila comuni italiani, avrebbe dovuto prevedere norme e definizioni tecniche omogenee sul territorio nazionale, offrendo un punto di riferimento unico agli enti locali, e avrebbe accorpato le norme tecniche edilizie con quelle igieniche-sanitarie. a proporla, in origine, è stato il consiglio nazionale degli architetti ed è subito entrata nelle prime bozze di palazzo chigi. a quanto pare, l'obiezione riguarderebbe i poteri delle regioni la norma sulla limitazione temporale del potere di autotutela della pa, invece, avrebbe dato maggiore certezza in modo particolare ai progetti dei lavori in casa, eliminando l'eventualità che la pa possa sempre intervenire in autotutela annullando il progetto di un privato cittadino, anche oltre i sessanta giorni che devono intercorrere per scia e dia dal momento della presentazione della dichiarazione all'inizio dei lavori queste due norme escono dal decreto, proprio come l'ecobonus. la conferma per il 2015 della detrazione al 65% per efficienza energetica e prevenzione antisismica, che scade a fine anno, è stata infatti rimandata alla legge di stabilità resta, invece, nel decreto la norma in base alla quale è sufficiente la sola comunicazione al comune, senza che sia più necessaria dia, scia o permesso per costruire, per tutte le opere di manutenzione straordinaria, comprese quelle sulle parti strutturali dell'edificio che oggi sono escluse rimane anche la deduzione irpef del 20% per chi acquista da un costruttore un'abitazione nuova o ristrutturata, purché venga destinata per otto anni all'affitto a canone concordato. la spesa agevolabile è stata ridotta a 300mila euro. per questa norma non è ancora stata trovata la copertura, ma il mef è al lavoro per reperire le risorse necessarie resta, infine, la semplificazione del permesso di costruire convenzionato. sono soggetti alla stipula della convenzione la cessione di aree al fine di utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, interventi di edilizia residenziale